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Allevamento di razze autoctone da carne - bovini
 
1 - La razza oggetto di Presidio deve essere una razza autoctona di uno specifico territorio, e allevata localmente, come comprovato da notizie storiche, da almeno 50 anni grazie ad una interazione favorevole tra l’ambiente e la razza. E' necessario in ogni caso rispettare sempre le caratteristiche di allevamento proprie di ogni razza.

2 - I capi allevati devono essere obbligatoriamente iscritti al libro genealogico della razza o, nel caso, al registro anagrafico, depositati presso l’associazione allevatori di riferimento, che provvede a eseguire i controlli funzionali.

3 - L’allevamento degli animali deve essere più possibile adattato al comportamento tradizionale della razza, allo stato brado e semibrado, riducendo al minimo la permanenza in stalla, che comunque deve essere dotata degli opportuni box. I box devono avere un minimo del 50% della superficie coperto da paglia (la superficie sufficiente evitare problemi di sovraffollamento e consentire agli animali di manifestare le caratteristiche comportamentali della specie è di tre m2 per capo). Devono essere messe in atto tutte le pratiche volte a favorire il benessere degli animali allevati e previste dalla normativa comunitaria.
E’ consentito il ristallo in fase di finissaggio per un periodo di almeno 4 mesi prima della macellazione, con una posta adeguatamente dimensionata in funzione della crescita dell’animale.
Deve essere garantita la linea vacca-vitello: l’allevamento dei vitelli deve avvenire presso la madre per almeno i primi tre mesi di vita, allo scopo di garantire l’assunzione di colostro e l’alimentazione, almeno parziale, con latte non ricostituito.

4 - L’alimentazione nella stagione di monticazione (qualora sia prevista), deve basarsi fondamentalmente sulla pratica del pascolo (giornaliero/stagionale), in modo specifico per gli animali da riproduzione. Per la salvaguardia dei pascoli e la garanzia dell’estensività dell’allevamento deve essere dichiarato il carico massimo consentito (in UBA/ha – verosimilmente fra 1,0 e 2,0 UBA/ha). In ogni caso Slow Food incentiva la fienagione da prato stabile e la rotazione dei coltivi.

5 - L’alimentazione deve essere basata su alimenti naturali e non prevede l’utilizzo di urea, insilati, alimenti semplici e/o composti fabbricati anche in parte con organismi geneticamente modificati, di qualsiasi tipo di additivo, scarti di lavorazione industriale (fra cui i panelli di estrazione), oltre ai prodotti vietati per legge.
L’utilizzo di paglia come alimento dei capi allevati è vietato. Come integrazione all’alimentazione reperita dal bestiame allo stato brado si possono utilizzare fieni di prato naturale (almeno il 20% della razione integrativa) e farine o fioccati di cereali (mais, orzo, frumento, avena, triticale), ivi comprese crusche e germi, e inoltre: fava, favino, pisello proteico, farina di erba medica ed eventuali foraggi, cereali e leguminose tipiche del territorio. E' ammessa la somministrazione del semisecco e la somministrazione tramite unifeed ma esclusivamente di materia secca. Si consiglia l’adozione - per gli alimenti somministrati - di trattamenti di micorizzazione sulle coltivazioni.
6 - Negli interventi terapeutici deve essere data preferenza a prodotti fitoterapici e omeopatici, mentre antibiotici o medicinali veterinari allopatici devono essere utilizzati, su prescrizione del veterinario, esclusivamente se non esistono altri rimedi efficaci e qualora la cura sia essenziale per evitare sofferenze e disagi agli animali.
In caso d’impiego di farmaci convenzionali è necessario che venga acquisita ed archiviata una prescrizione veterinaria con espressa indicazione del tipo di prodotto (principi attivi e nome commerciale), diagnosi, posologia, metodo di somministrazione, durata del trattamento mai inferiore ai termini di legge. Gli animali trattati devono essere chiaramente identificati. I tempi di sospensione devono essere raddoppiati rispetto ai minimi imposti dalla legge.
È vietato l’impiego di sostanze destinate a stimolare la crescita o la produzione (compresi antibiotici, coccidiostatici e altri stimolanti artificiali della crescita).
Le integrazioni vitaminiche e gli integratori minerali sono esclusi dopo l’ottavo mese di vita, salvo casi particolari su prescrizione veterinaria.

7 - Le carni oggetto di Presidio devono provenire da capi macellati a un minimo di 14 mesi.

8 - La macellazione deve avvenire in mattatoi idonei, situati all’interno della zona di produzione; al fine di evitare l’instaurarsi di fenomeni di stress nell’animale, particolare cura va prestata al trasporto e alla sosta prima della macellazione. Devono essere evitati l’utilizzo di mezzi impropri per il carico e lo scarico degli automezzi e la promiscuità, in viaggio e in sosta, fra animali provenienti da allevamenti diversi.

9 - Devono essere rispettate tulle le norme in vigore in merito alla tracciabilità e rintracciabilità delle carni e dell’etichettatura.
Gli allevatori devono essere a conoscenza di tutte le norme in materia di benessere animale.
È obbligatoria l’adozione di sistemi di tracciabilità volontaria che prevede di riportare in etichetta:

  • Codice identificativo (orecchino)

  • Paese di nascita

  • Paese di allevamento (ingrasso)

  • Razza

  • Categoria

  • Sesso

  • Età in mesi

  • Mesi di ingrasso

  • Ragione sociale allevamento e codice stalla

  • Comune dell’allevamento

  • Data di macellazione

  • Bollo del macello

  • Paese di sezionamento

  • Bollo di sezionamento


Si devono quindi introdurre e diffondere sistemi avanzati di controllo volti a prevenire gli errori e le frodi possibili con i sistemi tradizionali (marche auricolari e documentazioni cartacee).

10 - Qualsiasi deroga a quanto stabilito sopra deve essere preventivamente richiesta dal produttore e accuratamente motivata.


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Slow Food Slow Food promuove il diritto al piacere, a tavola e non solo. Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni angolo del mondo, per consegnare il piacere di oggi alle generazioni future

Fondazine Slowfood per la Biodiversità ONLUS La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus difende la biodiversità alimentare e le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo, promuove un'agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente, dell'identità dei popoli e del benessere animale